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Soprannaturale
Conversazione con Tom Welling
Di Robert Falconer, Redattore anziano di HNR
Robert: Secondo te, cosa ha reso Smallville un tale successo?
Tom Welling: Per un motivo o l’altro, credo che le persone siano state capaci di identificarsi con questo gruppo di personaggi. Credo che la gente possa vedere una serie… e pensare anche che sia bella… ma poi non tornare a vederla la settimana dopo. Penso che quando uno riesce a identificarsi con quello che sta passando un personaggio, sia quello che ti porta a risintonizzarti settimana dopo settimana. Secondo me, parliamo inoltre di cose di cui non tratta nessuna altra serie in televisione… abbiamo la drammaticità, quest’anno abbiamo avuto un po’ di aspetto comico, abbiamo l’azione e abbiamo i superpoteri… cinque grandi elementi che ci permettono di fare molte combinazioni di cose diverse.
Robert: E’ stato più volte riportato dai giornali che quando Smallville era nelle prime fasi di lavorazione e il casting era in corso, che tu hai inizialmente rifiutato la parte quando ti è stata offerta. Puoi dirci qualcosa in più?
Tom Welling: E’ vero. Tutti erano molto circospetti all’inizio a riguardo di cosa avrebbe trattato questa serie… davvero molto. Mi ricordo che, nelle prime fasi, non riuscivamo ad avere nessuna informazione. La nostra migliore ipotesi era “Superman alle superiori”. Onestamente, questo non era qualcosa che ero interessato a fare. Dopo una lunga e dettagliata conversazione che David Nutter – il regista dell’episodio pilota – ebbe col mio manager all’epoca, spiegò uno scenario molto diverso. Disse, “Hey, se vieni all’audizione, ti lasceremo leggere il copione. Ma non possiamo lasciartelo leggere a meno che tu non faccia l’audizione”. Fu un ultimatum davvero strano. E così, andai a fare l’audizione, a loro piacque quello che feci e dissero, “Torna domani e potrai leggere il copione”. E quando lo lessi pensai, “Okay, ora capisco”. Era incredibile; voglio dire, pensavo davvero che fosse fantastico.
Robert: Sembra che si trattò senz’altro di un procedimento non convenzionale.
Tom Welling: Sì, alquanto. Il semplice motivo per cui rifiutai originariamente fu la mancanza di informazioni che avevo a proposito. Dal mio punto di vista, non vedo come una persona possa impegnarsi per qualcosa senza sapere esattamente per cosa. Tutto quello di cui avevo bisogno nel caso di Smallville era…semplicemente dei chiarimenti.
Robert: Ho notato che ci sono sempre un sacco di cose che succedono nella maggioranza degli episodi di Smallville... ci sono varie storie relative a personaggi diversi e il ritmo è abbastanza sostenuto.
Tom Welling: Hai ragione. A volte vedo un episodio e, all'improvviso, finisce perchè tutto va così veloce e inseriscono talmente tante cose all'interno e sembra quasi che serva più tempo per apprezzare quello che succede perchè ci sono talmente tante cose che accadono nella serie.
Robert: Ci sono molte cose che finiscono per essere tagliate?
Tom Welling: Posso rivelarti che molto spesso tagliano delle cose in modo da poter rientrare nei limiti di tempo.
Robert: E' stimolante interpretare un personaggio che ha all'incirca dieci anni in meno di te?
Tom Welling: Penso che forse sia una sfida. Allo stesso tempo trovo che sia difficile limitare, per quanto riguarda l'età, questo personaggio nello specifico. Fino alla fine di questa stagione (NdT: la quarta) ha frequentato le superiori ma non so se abbiamo mai affibbiato un'età a Clark. Posso dire che, in qualche modo, è più saggio di quello che comporta la sua età e, allo stesso tempo, è messo alla prova con le emozioni in molti modi. Ma penso che la sua maturità eguagli la sua immaturità, il che fa capire questo personaggio che sta solo cercando di trovare la sua strada. E per me, più che cercare di creare qualcuno che ha dieci anni in meno,tento di attingere a qualcuno che sta veramente cercando di capire chi è.
Robert: Forse quindi l'età non è così rilevante nella tua interpretazione?
Welling: Onestamente, non credo, no. Succede di rado che qualcuno cerchi a livello conscio di determinare quanti anni abbia Clark a meno che non sia richiesto dal copione. Ma si tratta di qualcosa di molto inusuale a livello del personaggio.
Robert: E' bello avere John Schneider e Annette O’Toole che interpretano tua mamma e tuo papà?
Tom Welling: Ti dirò, non potrei chiedere migliori genitori di John e Annette. Nella vita vera, hanno così tanta esperienza di come funziona una famiglia e allevare dei figli. Ci sono passati, l'hanno fatto e sanno cosa vuol dire per loro. Hanno entrambi delle forti e meravigliose vite a casa e riescono a far trasparire questo nelle scene che abbiamo assieme; a comunicare che sanno cosa voglia dire crescere degli adolescenti, dal momento che l'hanno fatto entrambi.
Robert: Sono stati entrmabi in trincea, diciamo?
Tom Welling: E' un modo migliore per dirlo. Puoi scriverlo.
Robert: Il ruolo di Clark Kent alle volte è ovviamente una parte molto fisica. Quanto del lavoro da stuntman fai da solo?
Tom Welling: Tutto quello che mi permettono di fare [ride]. Hanno delle limitazioni su quanto mi lasciano fare. Ma quello che penso in un certo senso è che, come attore, sono qui per dare al regista delle alternative. E se sono capace di fare qualcosa, sia che si tratti di un qualcosa a livello fisico o emozionale nella scena, questo darà al regista delle opzioni... questo è quello che sono qui per fare. Mi piace anche l'aspetto fisico del mio ruolo.
Robert: Riesci a trovare tempo a sufficienza tra le riprese per tenerti in forma?
Tom Welling: La risposta breve è no [ride]. Non riesco a trovare tempo a sufficienza per lavorarci su. Faccio del mio meglio. Con questa produzione e quello che chiede le cose vanno così. Fai del tuo meglio e cerchi di farcela perchè, come ti ho detto prima, ci si muove a un ritmo davvero serrato.
Robert: Raccontaci della prima volta in cui ti sei interessato alla recitazione. So che prima hai fatto per un po' il fotomodello, ma avevi il desiderio ardente di diventare un attore mentre crescevi?
Tom Welling: Penso di averlo fatto senza neanche saperlo. Il motivo per cui dico così è che ho guardato un sacco di film quando ero più giovane e mi sono trovato molte volte a pensare che volevo essere “quel ragazzo”. E certo, quello che non sapevo quando ero più giovane, era che si trattava di un attore. Pensavo solo che fosse vero. E, mentre crescevo, ho iniziato a pensare “Wow, mi piacerebbe fare quelle cose”. Ma non fu fino a quando ero a New York e qualcuno che conosco mi disse “Hey, forse dovresti provare ad andare a questo casting; forse dovresti provare a vedere com'è. Non hai niente da perdere e questa persona è un mio amico”. E così sono andato, solo per sfizio, e anche all'audizione ho pensato “Hey, è davvero fantastico, è divertente... c'è così tanto spazio per esprimersi”. E poi ho continuato da lì.
Ho avuto dei commenti positivi da quella volta e poi ho preso la decisione di trasferirmi da New York a Los Angeles con l'idea che mi avrei dato a questa cosa un anno di tempo. Per fortuna, penso che sia stato circa nove mesi dopo, che mi sono trovato a fare l'audizione per Smallville.
Ma recitavo in teatro quando ero veramente piccolo, e così sì, penso che fin dall'inizio ci sia stata qualcosa.
Robert: Attori diversi hanno modi diversi di prepararsi per una scena o per entrare nel personaggio. C'è qualche tipo di metodo che usi per immaginare te stesso in questo particolare personaggio?
Tom Welling: Ora che abbiamo finito di girare quattro stagioni, posso dirti che porto avanti il personaggio un po' più facilmente di quanto non facessi nella prima stagione. Ora tutte le cose cominciano a posizionarsi nella maniera giusta. Non dirò che non mi preparo, perchè non sarebbe vero. Infatti, mi ricordo sempre di una grande cosa detta da Sidney Poitier che dice “Conosci le tue battute, colpisci il bersaglio e attacca il tuo guardaroba”. Essenzialmente, è quello che ho sempre cercato di fare.
Oltre a questo, lo ripeto, giriamo ad un ritmo che è solo “vai, vai, vai”. Penso che la preparazione voglia dire solo essere capace di adattarsi a ogni situazione che si presenta in qualsiasi momento, perchè, per quello che mi riguarda, lavoro quasi ogni giorno e sono in quasi ogni scena. Non ho settimane o giorni di prove o preparazione per entrare nel personaggio. Tuttavia, penso che quello che ho sviluppato sia una capacità di recitare con quello che ci si trova di fronte. Ci sono volte in cui recitiamo con grandi attori e volte in cui abbiamo attori che non sono così bravi e dobbiamo recitare con quello che c'è. O abbiamo dei set che non sono pronti o cose che si rompono così via. Bisogna continuare... e sono cose da pazzi.
Robert: Quindi la flessibilità riveste un'importanza uguale alla preparazione.
Tom Welling: Assolutamente. E' come un treno che sta viaggiando su un binario. Deve solo continuare ad andare.
Robert: Dato quanto eroico è il tuo personaggio intrinsecamente, è più interessante per te interpretare un cattivo?
Tom Welling: La risposta veloce è sì. Non so se ti dico questo perchè credo che interpretare i cattivi sia più divertente o se è perchè li interpreto di rado e le poche volte che l'ho fatto, mi sono divertito davvero molto perchè è così diverso dai ruoli che interpreto di solito. Ovviamente, la gente dice che cambiare è buono quanto andare in vacanza ma almeno nel caso della nostra serie, penso che quando si hanno dei personaggi come Lionel Luthor, all'interno dei quali succedono talmente tante cose - e sono oscure, sporche, sono cospirazioni, sono manipolative – ci sono molte più cose che puoi fare in una scena. Dall'altro lato, se interpreti una persona che tenta solo di aiutare tutto il tempo, trovo che tu stia seguendo.. che tu non conduca molto la situazione. Un personaggio come Lionel Luthor ha il potere di far succedere le cose. Un personaggio come Clark cerca sempre di capire le cose e di migliorarle. E' difficile far sì che l'eroe sia più attivo che reattivo. Alla fine, penso che interpretare personaggi diversi, qualsiasi essi siano, sia sempre una buona cosa.
Robert: Molti attori con cui ho parlato nel passato che hanno interpretato il ruolo dell'eroe, mi hanno detto che, mentre è divertente interpretare l'eroe, interpretare personaggi con difetti profondi è ancora più interessante. Cosa ne pensi, e che altri tipi di parte ti interessano? C'è un particvolare tipo di personaggio o parte che ti piacerebbe davvero interpretare?
Tom Welling: Ad un altro attore che mi piace molto, Jeremy Irons, è stato chiesto una volta come fa a recitare e entrare in diversi personaggi e lui ha risposto che guarda ai personaggi come ai tasti di un piano e che tu puoi suonare tutti quei tasti diversi, dall'assassino un santo... e tutto quello che sta nel mezzo e che nella tua vita vera tu scegli che tasti suonerai. Ora, il modo in cui io guardo alla recitazione, è che ci sono tanti ruoli quanti tasti e tanti tasti quante emozioni umane e, di nuovo, tu scegli che tasti vuoi suonare. E' nella natura dell'artista non essere mai soddisfatto e forzare sempre di più e penso che tendersi voglia dire muoversi da quello che conosci e quello che è confortevole. Quindi, quando guardo i copioni, tendo di solito naturalmente a cercare ruoli che sono diversi da quello che interpreto di solito per nove mesi all'anno.
Robert: Grazie per avere trovato il tempo di parlare con noi oggi, Tom. Prima che tu vada, un'ultima domanda: ti piace lavorare qui a Vancouver?
Welling: E' fantastico. Posso riassumerlo letteralmente così. E' una città magnifica, il resto del set e la gente sono fantastici. Amo assolutamente questo posto.
Traduzione a cura di Eowyn
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